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Full text of "Cenni biografici di Vincenzo Gioberti / scritti da Giuseppe Massari."

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DI 



VINCENZO GIOBERTI 



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BOLOGNA PRESSO MÀRSIGLI E ROCCHI 

1848. 



TIPOGRAFIA SASSI NEUE SPADERIE, 



I. 



.1 risorgimento italiano è il fatto più glorioso e 
più consolante dell' «poca moderna. L' Italia è sempre 
la prediletta figliuola della Provvidenza ; quando tutti 
la credevano morta o per lo meno immersa in pro- 
fondo letargo, la voce di Dio la chiamò a nuova vita, 
la fece sorgere a grandi ed immortali destini. La 
sventurata dormiva ma si è risvegliata: era morta, 
come dicevano i suoi calunniatori, ma oggi è risusci- 
tata. Il dito di Dio operò visibilmente tanto portento : 
stolto chi non lo vede, empio chi non vi crede ! L' in- 
tervento della Provvidenza nell' andamento delle cose 
umane non fu mai così evidente, così incontrastabile 
come ai giorni nostri : una nazione derelitta, oppressa, 
infelice, dall' abisso della sventura sorge all'apice della 
grandezza e della gloria , conseguisce il supremo dei 
beni, l'indipendenza, da povera ancella risale alla 
dignità di matrona, e fatta più bella dai lunghi dolori, 
dalle lagrime di più secoli ripiglia il posto che le spetta 
nella grande famiglia delle nazioni civili. 



Ma la Provvidenza nel preparare i grandi eventi 
suscita sempre i grandi domini destinati a compirli: 
ed il grande evento dell'italico risorgimento fu com- 
pito negli ordini civili e politici da PIO IX, da CARLO 
ALBERTO, da LEOPOLDO II, negli ordini ideali da 
VINCENZO GIOBERTI. Egli fu il gran precursore che 
preparò le vie a que' ire grandi ministri della volontà 
del Signore : l' Apostolo eloquentissimo che colla forza 
incruenta della parola conquistò al vero e soggiogò 
gli animi degl'italiani: il Pietro l'Eremita, che ispi- 
rato da Dio chiamò a pace ed a concordia i Principi 
ed i popoli italiani e bandì la santa crociata per l' ita- 
liana nazionalità. 

V alleanza del Principato colla nazione pareva 
cosa impossibile ad attuarsi nell 5 Italia nostra : quando 
fu proposta fu tacciata di sogno , di chimera , di utopia 
ed anche di peggio : ma la verità vince ogni ostacolo, 
debella ogni resistenza , e quell' alleanza che nel 1843 
pareva a tanti ed a tanti un sogno , oggi è una realtà 
consolante, un fatto luminosissimo. Primo a predicare 
la necessità di siffatta alleanza fu il Gioberti : tutti gli 
scrittori che vennero dopo di lui esplicarono la sua 
idea, la incarnarono parzialmente, la sostennero con 
ottime ragioni, ma il concetto primitivo è suo, è suo, 
ed a lui spetta il glorioso titolo di MEDIATORE FRA 
IL PRINCIPATO E LA NAZIONE ITALIANA. 

Nel rileggere il Primato civile e morale degV Italiani 
non par di leggere un libro scritto nel 1843 , ma bensì 
un libro dettato dopo il 16 giugno 1846, dopo il 6 
maggio 1847, dopo il 30 ottobre 1847. Chi volesse 
riscontrare tutti i fatti succeduti in Italia dopo 1' esal- 
tazione miracolosa di PIO IX al pontificato ve li tro- 
verebbe pronosticati per filo e per segno con tutte le 
loro particolarità. La libertà di stampa colla censura, 



la monarchia consultiva, il chiericato civile, tutte le 
grandi istituzioni dell'Italia moderna , tutte , tutte sono 
accennate , indicate, predicate in quel libro immortale. 
Mirabile esempio della facoltà creatrice e divinatrice 
del genio ! mirabile esempio della potenza del genio 
italiano sintetico ad un tempo ed analitico, poetico e 
pratico, speculativo e politico, ideale e reale, plato- 
nico ed aristotelico. In Vincenzo Gioberti rivive 1' antico 
genio pitagorico od italogreco : egli è solo della sua 
stirpe, perchè il genio non ha pari né superiori; è 
figliuolo legittimo di Platone, di sant' Agostino e di 
Dante : dopo Gianbattista Vico è il filosofo più origi- 
nale, il pensatore più forte e più libero, che sia ve- 
nuto al mondo. 

E come i suoi padri ideali , Gioberti non è sola- 
rmente genio italiano o di una sola nazione , ma di 
tutta l'umanità, cosmopolitico: sulle ali della cristia- 
na ontologia egli poggia al cielo ed abbraccia nella 
sua meravigliosa comprensiva sintetica Roma e l'Italia, 
l'urbe e l'orbe, il cielo e la terra, Iddio e l'uomo. 
L' alleanza della religione colla civiltà , il primato mo- 
rale del Pontificato , che sono i due perni d' ogni ci- 
vile moderno progresso, sono sante inconcusse verità, 
che importano non solamente all'Italia ed a Roma, 
ma al mondo. La vera civiltà è religione : la religione 
è massima efficienza di civiltà : il Papato è custode e 
promulgare del Vero infallibile, è 1' arbitro supremo 
dei popoli, è il palladio degli oppressi, è il centro 
intorno al quale convergono tutti i raggi dell' umana 
famiglia, e dal quale solo essa può riavere 1' antica 
sua e primogenia unità. Chi ha messo fuor di dubbio 
queste verità sacrosante? chi le ha rese palpabili , evi- 
denti, irrepugnabili? chi le trasformò da teoremi in 
assiomi? la pubblica opinione , la voce d'Italia rispon- 
dono concordi: VINCENZO GIOBERTI. 



— 6 — 

Vincenzo Gioberti nacque a Torino il 5 di aprile 
1801 : nacque col secolo , che doveva essere rinnovato 
da lui, col secolo che s' intitolerà dal suo nome. Tem- 
po verrà, e forse non è lontano, in cui quel giorno 
memorando sarà festeggiato come giorno di grande 
evento, come il genetliaco DEL PRINCIPE DELLA PA- 
ROLA, DEL GRAN DOTTORE DEL SECOLO XIX. Entrò 
di buon'ora nella carriera ecclesiastica, fornì con in- 
finita lode i suoi studi nell' ateneo torinese , fu dot- 
tore del collegio teologico in freschissima età e salì in 
fama di formidabile argomentatore. Fu cappellano di 
S. M. il Re Carlo Alberto. Nel 1833 dopo breve pri- 
gionia fu astretto ad esulare: visse in Parigi tutto 
1' anno 1834 : nel mese di ottobre si ridusse a Rrusselle, 
dove rimase fino all'autunno del 1845: da quell'epo- 
scelse a soggiorno Parigi. Pel resto la vita di Gioberti 
non si narra : essa è semplice come quella dei grandi 
uomini : sta tutta nei suoi libri. Publicò la Teorica del 
sovranaturale nel 1838 — V Introduzione allo studio 
della filosofia ed una lettera in francese contro gli er- 
rori religiosi e politici del Lamennais nel 1840 — il 
discorso del Bello nel 1841 — gii Errori filosofici di 
Antonio Rosmini nel 1842 — il Primato civile e morale 
degV Italiani ed il Discorso del Buono nel 1843 — i 
Prolegomeni nel 1845 — il Gesuita moderno nel 1847. 
Tutti gì' Italiani hanno letto e riletto ed ammirato 
quei libri : ed a nessuno di essi è quindi mestieri te- 
nerne ragionamento. 

Altre parole mi sembrano inutili : Vincenzo Gio- 
berti è tal nome da rendere soverchio od all' intutto 
inutile qualsivoglia elogio. E qual elogio potrebbe pa- 
reggiarlo? Non mancarono gli avversari ed i nemici, 
non mancarono scrivacchiatori che nei periodici fran- 
cesi si studiarono di offuscare quella splendida gloria 



— 7 — 

d'Italia: ma ciò nuli' altro vuol dire se non che la 
stirpe degli Zoili è eterna, e che ogni Galileo suscita 
sui suoi passi molti Baldassarre Capra. Pel resto il Gio- 
berti è oramai solennemente vendicato delle passate 
ingiustizie. Il grido di Evviva Gioberti rimbombò pri- 
ma nella terra che fu culla a Pio IX , in Sinigallia , 
e dall'eco nazionale fu ripetuto a Roma, a Firenze, 
a Genova, a Bologna, a Torino, a Modena, in ogni 
città, in ogni cantuccio d'Italia. Evviva Gioberti è gri- 
do nazionale : è grido sacro come le grida Viva Italia, 
viva Pio IX, viva Carlo Alberto, viva Leopoldo IL 

E fra tante acclamazioni, che muoverebbero a de- 
lirio non solo uno spirito vanitoso e muliebre ma an- 
che un forte ed austero intelletto , Gioberti in digni- 
toso e modesto silenzio continua a meditare, a scrive- 
re , a vivere umile e solinga vita : il fragore degli ap- 
plausi passa i monti, va fino a lui, ma egli sorride e 
non cessa dalla santa opera sua. Io non posso dir nul- 
la delle virtù angeliche di Vincenzo Gioberti : se ne 
adonterebbe la sua vereconda e sovrumana modestia: 
mi basti il dire eh' egli è semplice di costumi com' è 
grande d' intelletto , e che la magnanimità del suo cuo- 
re pareggia la grandezza del suo miracoloso ingegno. 
Le doti del cuore sono mirabilmente ed armonicamen- 
te contemperate in lui con quelle della mente ; di che 
luminoso attestato è quella sua impareggiabile facon- 
dia , quella sua divina eloquenza che rampolla a di- 
rittura da quel felice connubio e porta il duplice mar- 
chio del forte pensiero e del profondo convincimento. 
Ogni sua parola è un lampo del suo genio creatore, 
è un palpito del suo magnanimo , generosissimo , ita- 
lianissimo cuore. Contempla, o lettore, ed inchinati 
riverente innanzi alla sua venerata effìgie! in quella 
fronte sta scolpita la sapienza del pensatore : in quelle 



— 8 — 

labbra sia scritta l' ironia gentile , il brio vivace della 
sua parola : in quei lineamenti affabili e dignitosi stan- 
no sensibilmente effigiati i palpiti di quel cuore , che 
arde di amore per la Religione, per la civiltà, per 
T Italia. Egli ò 1' iniziatore oltrepotente del moderno 
italico rinnovamento : egli è la forza iniziale e gene- 
ratrice , da cui, come da forza primitiva, debbe ripe- 
tersi l'attuale felicità della nostra patria: egli è Vin- 
cenzo Gioberti, il sacerdote intemerato, l'immortale 
scrittore, il filosofo di genio, 1' eloquente pubblicista, 
l'apostolo della civiltà, il difensore dell'italica indi- 
pendenza, il LEGISLATORE DEL PENSIERO ITALIANO.